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sabato 24 febbraio 2018

I disturbi mentali: una sfida per la società


A seguito della loro grande diffusione, i disturbi mentali hanno un’incidenza sempre maggiore nella società moderna e rappresentano una sfida sempre più grande che il sistema nazionale di sanità pubblica è chiamato ad affrontare. Nonostante questo, ad oggi, ancora non ricevono l’attenzione che meritano nell’opinione pubblica, nel mondo del lavoro e all’interno della famiglia. Non è raro che il malato venga accusato per il proprio disturbo o persino considerato pigro o irresponsabile.

Ciò accade perché la malattia mentale viene spesso percepita come meno reale ed è, nella maggior parte dei casi, molto meno riconosciuta rispetto ad una malattia fisica.

depressione

La diffusione dei disturbi mentali è caratterizzata da alcuni dati peculiari:

  • In primo luogo, l’elevata frequenza nella popolazione generale, indipendentemente dall’età, dal ceto sociale o estrazione culturale.
  • È associata a livelli significativi di compromissione del funzionamento personale come, ad esempio, la difficoltà a svolgere attività quotidiane, nel campo lavorativo, nelle relazioni interpersonali e familiari.
  • In ultimo, rappresenta quasi sempre un elevato costo sociale ed economico per le persone colpite e per le loro famiglie (Tansella e De Girolamo).

Come compaiono i disturbi mentali

Date le cause scatenanti, i disturbi mentali fanno la loro comparsa in diversi modi. La maggior parte di essi, si caratterizzano per due aspetti fondamentali:

  • la sofferenza emotiva che costituisce parte integrante del disturbo. Un esempio è l’ansia ed il panico che accompagnano l’agorafobia;
  • le conseguenze del disturbo che, di solito, sono interpersonali e procurano sofferenza al paziente. Ad esempio può accadere che un individuo affetto da ansia sociale possa limitare, e spesso anche evitare del tutto, le occasioni di incontro e relazione con gli altri.

Molti disturbi mentali sono dovuti anche da fattori ereditari per cui tendono a sorgere in soggetti già predisposti. A questo si aggiunge l’interazione con fattori ambientali.

I dati allarmanti in Italia

Una recente indagine Istat “Condizioni di salute e ricorso ai Servizi sanitari” del 2013, realizzata su un campione ampiamente rappresentativo di 72.476 individui di età compresa tra i 18 e i 64 anni, ha evidenziato un’incidenza molto rilevante dei disturbi depressivi e dei disturbi d’ansia. Tali disturbi sono quelli più diffusi nella popolazione generale, che colpiscono le persone sul piano personale, relazionale e lavorativo. Secondo questa analisi, a livello nazionale, la percentuale di soggetti che hanno un’alta probabilità di presentare disturbi ansiosi e/o depressivi è pari al 14,8%. È da notare, che sebbene l’incidenza sia alta in tutte le regioni, sono comunque presenti ampie variazioni regionali: dal 9,6% della Pa di Bolzano al 18,5% delle Marche. Applicando questa percentuale alla popolazione generale italiana adulta, otteniamo un dato complessivo che supera i cinque milioni di persone. Una cifra, dunque, ben superiore a quella che in modo spontaneo riferisce di soffrire di altre patologie importanti per la sanità pubblica come, ad esempio, il diabete e l’ulcera.

malattia

I disturbi psicologici più diffusi

In questa sezione, sono presentati alcuni disturbi fra i più diffusi, suddivisi per fascia di età e, per ciascuno di essi, è indicato il trattamento psicoterapeutico di elezione (secondo linee guida e/o dati di ricerca).

Disturbi adulto

La maggior parte delle sintomatologie legate alla salute mentale fa la sua comparsa nell’adolescenza o, comunque, intorno ai vent’anni. In altri casi, influisce la componente genetica. Di seguito, analizzeremo i più frequenti:

  • Disturbo ossessivo compulsivo (DOC): le ossessioni sono pensieri che disturbano la mente nel disturbo ossessivo compulsivo. Le mani piene di germi sono una tra le manie del disturbo ossessivo compulsivo.
  • Disturbi dell’alimentazione: caratterizzati da atteggiamenti alimentari sbagliati possono essere comuni tra le donne come tra gli uomini. Tra questi si annoverano: anoressia e bulimia ma anche l’alimentazione incontrollata.
  • Depressione (disturbo depressivo maggiore): ne soffrono circa 15 persone su 100, senza distinzioni di età o sesso. I sintomi devono essere analizzati con estrema attenzione.
  • Distimia: o disturbo distimico è un disturbo dell’umore. Possiamo definire la distimia una depressione cronica più lieve nei sintomi rispetto alla depressione maggiore ma prolungata nel tempo.
  • Disturbo di Panico e Agorafobia: consiste in uno stato di intensa paura che raggiunge il suo picco nel giro di dieci minuti, caratterizzato dalla comparsa, spesso inaspettata, di sintomi fisici molto spiacevoli dovuti all’attivazione del sistema simpatico e pensieri catastrofici (paura di morire, di impazzire, svenire).
  • Disturbi di personalità: costituiscono delle modalità , relativamente inflessibili, di percepire, reagire e relazionarsi alle altre persone e agli eventi; tali modalità riducono pesantemente le possibilità del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti per sé e per gli altri.

Disturbi età evolutiva

  • Disturbo da tic e sindrome di tourette: L’età media di esordio è 5 anni, sebbene più del 40% dei soggetti sviluppi i primi sintomi in età antecedente. I tic complessi, appaiono generalmente, più tardi rispetto a quelli semplici, come i tic vocali seguono solitamente quelli motori.
  • Fobia scolare: Quando si parla di fobia scolare (rifiuto scolare) si fa riferimento ad un disturbo in cui il livello di ansia e di paura ad andare e restare a scuola sono tali da compromettere in modo significativo una regolare frequenza scolastica e causare sequele a breve e lungo termine.
  • Deficit di attenzione ed iperattività: è uno dei più comuni disturbi neurocomportamentali e si manifesta, nella prima infanzia, principalmente con due classi di sintomi: un evidente livello di disattenzione e una serie di comportamenti che denotano iperattività e impulsività.
  • Disturbi dell’attaccamento: le caratteristiche dell’attaccamento precoce giocano un ruolo cruciale nel determinare condizioni protettive o nel rappresentare fattori di rischio per lo sviluppo psicopatologico in età evolutiva.
  • Disturbo oppositivo provocatorio:si applica a bambini che esibiscono livelli di rabbia persistente ed evolutivamente inappropriata, irritabilità, comportamenti provocatori e oppositività, che causano menomazioni nell’adattamento e nella funzionalità sociale.
  • Disturbo della condotta: la caratteristica clinica principale è la sistematica e persistente violazione dei diritti dell’altro e delle norme sociali, con conseguenze molto gravi sul piano del funzionamento scolastico e sociale.

Disturbi anziano e pazienti organici

La psichiatria geriatrica è in crescita poiché la popolazione anziana è in aumento.

La diagnosi e la terapia richiedono conoscenze specifiche viste le notevoli differenze tra la popolazione anziana e quella giovane. Negli anziani, infatti, vanno considerati anche fattori complicanti come l’uso di medicinali.

Vengono poi affrontati i casi specifici di alcuni nostri pazienti:

Psicoterapia

La psicoterapia è un’attività terapeutica, di natura sanitaria, svolta da un professionista (psicologo o medico), iscritto al proprio ordine professionale, formatosi attraverso un percorso quadriennale in una Scuola di Specializzazione universitaria o privata.

Di seguito potrai approfondire alcune specificazioni tra le diverse modalità di svolgimento del percorso psicoterapeutico.

  • Individuale: si svolge in un setting, composto da terapeuta-paziente, all’interno in cui entrambi collaborano su uno o più scopi contrattati, con una forte attenzione al presente e alla riduzione del disagio.
  • Psicoterapia di coppia: si mette in pratica quando la sofferenza psicologica riguarda due individui che hanno una relazione sentimentale.
  • Psicoterapia solidale: da una risposta di qualità, a costi contenuti, a quelle persone colpite da disturbi psicologici che versano in condizioni economiche disagiate.

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