Riabilitazione Cognitiva

riabilitazioneIl ciclo di vita di un individuo può essere turbato e segnato indelebilmente da eventi morbosi che ne compromettono il funzionamento cognitivo ed emotivo.
Lesioni o disfunzioni cerebrali si pongono, infatti, come la causa di notevoli cambiamenti a partire da quelli maggiormente osservabili che si manifestano a livello comportamentale e che, insieme ai cambiamenti che definiscono lo status di salute, esitano in una compromissione del funzionamento globale della persona, che perde la propria autonomia sia in contesti sociali che familiari. Risulta, così, facilmente evincibile il drammatico impatto che un evento di questo tipo può avere nella vita di un individuo e della sua famiglia. Un impatto che sembra assumere una portata notevole tanto da richiedere la necessità di un intervento che diviene ancor più indispensabile se si pensa alle possibilità di recupero di questi pazienti.

Infatti, i protocolli riabilitativi dei deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali si fondano proprio sulla plasticità cerebrale e sulla possibilità di sfruttare la cosiddetta riserva cognitiva. In maniera del tutto trasversale alla specificità del quadro patologico, le tecniche riabilitative sono finalizzate al potenziamento delle funzioni intellettive residue, al miglioramento della qualità di vitaalla riduzione della disabilità e al reinserimento sociale.

Il tasso di prevalenza di malattie cerebrovascolari in costante aumento unitamente ad un numero sempre più rilevante di sopravvissuti la cui vita risulta segnata dai compromettenti postumi dell’evento morboso sembrerebbero validare la necessità di un intervento in tal senso. Ampliando la visuale, vi sono altri dati che destano.  Il progressivo incremento della popolazione anziana comporta un aumento della prevalenza dei pazienti affetti da demenza. In Italia, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone, direttamente o indirettamente, coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Ma se, da un lato, l’età si pone come il maggior fattore di rischio associato all’insorgenza della demenza dall’altro, la popolazione giovane sembrerebbe accusare il colpo dell’ incidenza di malattie croniche come la sclerosi multipla, che si manifesta soprattutto tra i giovani adulti e che nel 40%-65% dei casi comporta un interessamento cognitivo. Restando in tema di popolazione giovanile, non possiamo non annoverare i traumi cranico-encefalici anch’essi causa di disabilità cognitiva che tramuta la qualità di vita del paziente, (il piu delle volte di sesso maschile), invalidandone il funzionamento globale.

La validità e l’efficacia di un intervento riabilitativo non può, però, prescindere da una altrettanto valida nonché accurata valutazione del danno attraverso l’esecuzione di un’adeguata e ragionata batteria di test neuropsicologici che diano indicazioni indispensabili sull’esistenza e sulla gravità dei deficit cognitivi e sulle aree cognitive compromesse. La fase valutativa e diagnostica assume particolare importanza poiché ha delle ovvie ripercussioni sulle scelte terapeutiche nonché riabilitative. Ma non solo: una fase di valutazione cognitiva può rivelarsi ancor più preziosa poiché si pone come un importante strumento in grado di coadiuvare e sostenere il processo diagnostico in psicopatologia.

La fenomenologia sintomatologica di alcuni quadri clinici sembra sovrapporsi a quella associata a disturbi neurocognitivi, richiedendo un’accurata diagnosi differenziale. Ad esempio, episodi di amnesia circa le proprie informazioni autobiografiche potrebbero essere un sintomo che si struttura sia all’interno di disturbi cognitivi piuttosto che affondare le sue radici all’interno di un disturbo dissociativo. O, ancora: un eloquio rapido unitamente a distraibilità e rapida successione di pensieri sembrano definire un quadro clinico caratterizzante oltre che la fase di ipomania anche un disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Pertanto, la valutazione cognitiva assume, quindi, particolare rilevanza anche nell’ambito psicopatologico ponendosi come un utile strumento per la risoluzione di dubbi clinici compromettenti la comprensione del comportamento problematico riportato dal paziente e, quindi, la sua risoluzione e trattamento.

Servizio di Valutazione e Riabilitazione Cognitiva

Il  Servizio di Valutazione e Riabilitazione Cognitiva nasce con l’obiettivo di accogliere, con professionalità e competenza, una domanda che afferisce a problematiche altamente compromettenti il funzionamento globale dell’individuo come quelle di natura cognitiva.

Servizio di valutazione cognitiva
Un’accurata valutazione del funzionamento di diversi domini cognitivi (memoria, prassie, linguaggio, attenzione, funzioni esecutive, ragionamento e linguaggio)  e psicologici, attraverso appositi strumenti testistici validati, si prefigura come indispensabile e necessaria alla definizione delle scelte terapeutiche sottendenti  l’intervento riabilitativo.

Servizio di riabilitazione cognitiva
Servizio di riabilitazione cognitiva si declina in un ampio ventaglio prestazionale a seconda della natura della compromissione e del caso clinico. Lo stesso contempla, infatti:

  • Programma di stimolazione cognitiva per persone affette da demenza tipo Alzheimer;
  • Programma di stimolazione cognitiva per persone affette da malattia di Parkinson;
  • Programma di riabilitazione cognitiva per persone affette da Sclerosi Multipla;
  • Programma di riabilitazione cognitiva per persone con danno cerebrale acquisito (trauma cranico, ictus..);
  • Interventi di psicoeducazione  e sostegno specificamente orientati ai caregivers
    Questo servizio prevede attività di sostegno-formazione ai familiari attraverso incontri individuali o gruppi di auto-aiuto. Nello specifico sono previsti colloqui di sostegno psicologico ai caregiver, attività di counselling familiare per migliorare la qualità dell’approccio al malato, addestramento e monitoraggio per tecniche di riabilitazione cognitiva informale domiciliare. L’obiettivo è quello di offrire ai familiari uno spazio di contenimento ed elaborazione delle problematiche legate alla patologia, far diminuire il distress percepito e far gestire in maniera più funzionale sentimenti e comportamenti egodistonici quali aggressività, senso di colpa, angoscia.
  • Palestra per la mente: teniamoci in allenamento
    La ‘Palestra per la Mente’ è un servizio che si rivolge a soggetti senza patologie neurologiche/psichiatriche conclamate ed ha come obiettivo quello di insegnare e fare sperimentare delle tecniche per migliorare le abilità mentali, per mantenere un buon livello di autonomia ed efficacia nonostante l’avanzare dell’età e i cambiamenti che ciò comporta. L’anziano di oggi e, secondo le previsioni, quello di domani vivrà sempre di più ma sarà maggiormente predisposto a sviluppare patologie degenerative che diminuiranno la sua autonomia personale. Vivere più a lungo significa incorrere in una maggiore probabilità di sviluppare patologie non reversibili.È possibile però intervenire per ritardare gli effetti dell’invecchiamento, imparare ed esercitare una serie di tecniche, comportamenti e conoscenze rivolte alla promozione della salute e benessere mentale.L’obiettivo del corso ‘Palestra per la mente’ è proprio quello di migliorare gli aspetti cognitivi necessari al raggiungimento o mantenimento di un invecchiamento attivo e di successo. Ciò è reso possibile attraverso l’incremento delle abilità cognitive che risentono maggiormente del fattore età e, contemporaneamente, intervenendo sugli aspetti psicologici che sono alla base di un atteggiamento positivo e attivo nell’invecchiamento normotipico. Le ricerche condotte in tal senso dimostrano che questo tipo di intervento può migliorare così da mantenere il più a lungo possibile Quelle competenze che rendono una persona quanto più autonoma, capace e socialmente inserita.

 

Storie di vita: i nostri pazienti

 

alzheimer

La storia di Maria affetta da Alzheimer

Maria, 70 anni, felicemente sposata, madre e nonna di due teneri nipotini. Alle spalle una pluridecennale attività di insegnamento nelle scuole elementari. Nel piccolo paese in cui vive è un’istituzione, conosciuta da tutti per la sua dedizione al lavoro e alla famiglia. Ultimamente, però, qualche suo “insolito” comportamento disorienta, non poco, familiari e amici.

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sclerosi

La storia di Sara: un caso di Sclerosi Multipla

Sara, 36 anni, laureata in ingegneria, ha da poco ricevuto una diagnosi di Sclerosi Multipla. Oltre alla sintomatologia motoria e sensitiva che ha portato alla diagnosi, ultimamente si sta accorgendo che qualcos’altro sta cambiando, qualcosa di diverso dai formicolii, dal dolore muscolare o dalla perdita di equilibrio.

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Chi siamo

Dottori  di  Ricerca,  Psicologi esperti  nella  Diagnosi  e  nel Trattamento  dei  Disturbi Cognitivi,Psicoterapeuti, membri della  Scuola  di  Psicoterapia Cognitiva S.r.l. (SPC).

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Dott.ssa Annalisa BelloPhD, Psicologa-Psicoterapeuta

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Dott. Rocco Luca CimminoPhD, Psicologo-Psicoterapeuta

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Dott. Simone MigliorePhD, Psicologo-Psicoterapeuta

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