Gli Homework Nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo

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Francesco Mancini, Andrea Gragnani (2004): Gli Homework Nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo. In: Home work: un’antalogia di prescrizioni terapeutiche, 2004 , pp. 105-136, 2004.

Abstract

È possibile distinguere due approcci cognitivisti al DO C (Tal lis, 1995a). Il primo ricorre a disfunzioni neuropsicologiche e cognitive di base. Rientra no in questo approccio le spiegazioni in termini di underinclusion , cioè d i tendenza ad ipercategorizzare l’esperienza, i deficit delle funzioni esecutive e della memoria visuo- spaziale (Reed, 1985; Tallis, 1995a, b; Galderisi, Amida e Maj, 1996; Dèttore, 2003). Particolare attenzione ha ricevuto l’ipotesi de l deficit mestico. Negli ultimi anni numerose ricerche sperimentali (Radom sky e Rachm an, 1999) hanno rivelato, però, che nei pazienti ossessivi non vi è un deficit di memoria m a piuttosto scarsa fiducia nella propria memoria e che tale sfiducia s i accentua drasticamente in caso di con trolli ripe tuti (van den Hout e Kindt, 2002). Più il paziente ripete una azione di controllo più diminuisce la salienza del ricordo della singola azione e più aumenta la familiarità della azione, di conseguenza diminuisce la fiducia nel ricordo di aver compiuto quella azione (van den Hout e Kindt, 2002).

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