Le Scuole di Psicoterapia Cognitiva APC – SPC – AIPC – IGB

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Questo sito è dedicato a dodici Scuole di Psicoterapia Cognitiva (vedi le nostre sedi), ai Centri Clinici e ai professionisti affiliati.

Le undici scuole sono riconosciute dallo Stato Italiano al fine di istituire corsi abilitanti all’esercizio della Psicoterapia, e sono gestite da cinque diverse società che condividono la stessa origine culturale: il Centro di Psicoterapia Cognitiva di Roma, fondato nel 1978.

Le società sono la Associazione di Psicologia Cognitiva-APC, costituita nel 1992, con sedi a Roma, Verona e Lecce; la Scuola di Psicoterapia Cognitiva-SPC costituita nel 2000, con sedi a Roma, Verona, Ancona, Grosseto, Napoli, Reggio Calabria; la Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva-AIPC, costituita nel 2014, con sede a Bari; l’Istituto Gabriele Buccola-IGB, costituito nel 2014, con sede a Palermo; la Società Italiana di Cognitivismo Clinico, costituita nel 2015, con sede a Roma.

Queste scuole, e gli studi professionali a essi collegati, come si è detto, sono la diretta evoluzione del Centro di Psicoterapia Cognitiva, fondato a Roma nel 1978 da Giovanni Liotti, Vittorio Guidano, Mario Reda, Francesco Mancini, Georgeanna Gardner e Gabriele Chiari. Il Centro nacque per svolgere tre funzioni principali: clinica, formativa e di ricerca. Grazie alla attività formativa iniziata nel 1978 da Gianni Liotti e Vittorio Guidano, e con la collaborazione di Cesare De Silvestri che operava anche per conto dell’istituto RET “Albert Ellis” di New York, numerosi professionisti si aggiunsero al nucleo originario creando nuovi Centri di Psicoterapia Cognitiva a Roma e in altre città che a loro volta formarono e affiliarono nuovi professionisti. Molti di loro fanno ora parte dei didatti e docenti interni (vedi elenco) delle scuole appartenenti al network, costituendone quindi il nucleo caratterizzante.

I didatti e i docenti interni delle scuole condividono i valori, le idee guida e lo stile dell’originario Centro di Psicoterapia Cognitiva.

Tutti, infatti, dedicano la maggior parte del proprio tempo lavorativo alla attività psicoterapeutica, dunque hanno una sostanziosa esperienza che li rende particolarmente capaci di formare dei giovani professionisti.

Tutti condividono il valore della ricerca scientifica come guida per la pratica clinica e per la formazione. La ricerca considerata rilevante è di tre tipi: la ricerca sulla efficacia della psicoterapia, la cosiddetta experimental psychopatholgy, e la ricerca sul processo psicoterapeutico. La ricerca, ormai, è in grado di indicare l’efficacia dei trattamenti psicoterapeutici per molti dei disturbi psicopatologici. È dunque sistematico l’impegno di offrire ai pazienti, e di insegnare agli allievi, trattamenti di efficacia dimostrata, così come indicati dalle linee guida internazionali. In secondo luogo, la ricerca sui determinanti psicologici prossimi della sofferenza psicopatologica, del suo mantenimento e aggravamento. L’idea è che uno psicoterapeuta debba conoscere le tecniche di intervento di efficacia dimostrata ma è altrettanto importante che conosca il funzionamento della mente del paziente e che questa conoscenza sia fondata sulla più aggiornata ricerca scientifica e, anche, sulla ricerca dedicata ai processi psicologici normali. Come del resto accade in medicina, dove la terapia si fonda sulle conoscenze di patologia e queste, a loro volta, si fondano sulle conoscenze della anatomia, della fisiologia e della biologia del corpo sano. Infine la ricerca sul processo terapeutico cioè sull’andamento della relazione tra terapeuta e paziente, sulla costruzione, la rottura e la riparazione della alleanza terapeutica.

L’attenzione alla relazione terapeutica è stata, ed è senz’altro, una caratteristica che contraddistingue le nostre scuole (vedi libri Carcione, Nicolò e Semerari, Liotti e Monticelli) rispetto alla tradizione della Psicoterapia Cognitiva internazionale. Come pure, da sempre, sono state approfondite le esperienze precoci che possono contribuire alla vulnerabilità psicopatologica. Grande attenzione, infatti, è stata data alla teoria dell’attaccamento. Altra caratteristica del cognitivismo, che rientra nella tradizione del Centro di Psicoterapia Cognitiva di Roma e delle sue filiazioni, è il tentativo di inquadrare la sofferenza sintomatica all’interno della rappresentazione di sé del paziente e dei suoi piani esistenziali.

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