“Psicoterapia Telematica: limiti e vantaggi” – primi risultati preliminari

La psicoterapia telematica: è meno efficace della terapia standard; incide negativamente sulla relazione terapeutica; è una terapia di serie B; necessita di una preparazione specifica? Sono assunzioni basate su evidenze o bias?

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La ricerca è stata condotta allo scopo di esplorare, dal punto di vista dello psicoterapeuta, la qualità, l´efficacia e le difficoltà legate a questa modalità di intervento, con cui stiamo necessariamente confrontandoci a causa della attuale emergenza.

I risultati sino ad ora ottenuti si riferiscono a un campione di 339 terapeuti di cui 247 di orientamento CBT. I dati riportati sono coerenti con quanto presente in letteratura e segnalano come i pazienti, una volta che aderiscono al trattamento online, non sembrano mostrare difficoltà nella relazione terapeutica. Non si rilevano, inoltre, particolari limiti nell’applicazione delle procedure CBT normalmente usate.

Le considerazioni offerte non hanno la pretesa di stabilire se la terapia telematica, sia migliore o peggiore della terapia in presenza, poiché non c’è un confronto fra le due modalità, ma forniscono dei dati utili alla verifica empirica delle opinioni e delle esperienze soggettive, con particolare riferimento a quanto si possa mantenere l’alleanza terapeutica.

È già in atto un’indagine rivolta direttamente alla percezione dei pazienti riguardo alle medesime aree indagate.

Giuseppe Femia, Claudia Perdighe, Andrea Gragnani, Marzia Albanese, Barbara Basile, Angelo M. Saliani, Martina Giacobbi, Erica Pugliese, Giuseppe Gagliardo, Francesco Mancini.

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