La psicoterapia cognitivo-comportamentale nel paziente anziano

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DEFINIZIONE DI INVECCHIAMENTO

Non è presente una definizione univoca di anziano o di invecchiamento. Tali definizioni variano a seconda delle diverse prospettive e finalità. Tuttavia, l’invecchiamento come esperienza personale può essere considerato un fenomeno multidimensionale. In particolare, possono essere individuate tre dimensioni: la prima si riferisce al declino psico-fisico che consegue l’avanzare dell’età. Il secondo aspetto riguarda le perdite sociali, dovute a diversi fattori che vanno dai lutti di persone significative (es: coniuge), fino alla perdita del ruolo lavorativo con il pensionamento. Un terzo aspetto riguarda la percezione che la persona ha di se stesso e della nuova fase di vita.

Nell’accezione corrente, l’invecchiamento è un processo multifattoriale caratterizzato da una progressiva perdita delle capacità funzionali e da una crescente comorbidità, proporzionali all’avanzamento dell’età e che investono l’intero arco della vita. Lo stato di salute dell’anziano non è più identificato unicamente con la ridotta presenza di malattia, ma con il mantenimento del benessere psicofisico e relazionale, pur in presenza di polipatologie.

DEFINIZIONE DI ANZIANO

Mentre per la definizione di anziano, si può considerare come in ambito geriatrico tradizionalmente, ci si riferisce ad un criterio cronologico di età compresa tra 60 anni e più. Per l’allungamento medio della speranza di vita alla nascita é stato creato una nuova categoria di anzianità, dividendo le persone con più di 65 anni tra chi appartiene alla terza età (condizionata da buone condizioni di salute, inserimento sociale e disponibilità di risorse) e alla quarta età (caratterizzata da dipendenza da altri e decadimento fisico). Secondo i dati ISTAT degli ultimi tre anni, la generale maggiore attenzione alla prevenzione, l’adozione di stili di vita più salubri e corretti, i progressi in campo medico scientifico e farmaceutico hanno innalzato la vita media. È cresciuto sensibilmente l’indice della cosiddetta popolazione “anziana”: da 4,6 milioni nel 1960 (9,3 per cento) si è passati a 7,4 milioni nel 1980 (13,1 per cento) per arrivare nel 2000 a 10,3 milioni (18,1 per cento). Il processo di invecchiamento è correlato al costante aumento della speranza di vita, che negli uomini arriva mediamente a 80 anni mentre nelle donne sopra gli 85 anni.

Generalmente, l’invecchiamento porta con sé la più elevata concentrazione di problematiche di salute dell’intero ciclo della vita, accompagnate da un deterioramento delle capacità cognitive e funzionali e da disabilità (spesso progressive) nelle attività di vita quotidiana. Di pari impatto è la conseguente esclusione sociale, il carico di sofferenza fisica e psichica, le separazioni legate alla scomparsa dei propri cari: tutti fattori che favoriscono l’instaurarsi di una serie di ferite psicologiche e condizioni patologiche non sempre facili da affrontare. Molti degli eventi che accompagnano l’età avanzata possono alterare la qualità di vita ma soprattutto possono compromettere lo stato di salute mentale, innescando a volte la comparsa di sintomi neurologici o psichici tra cui non infrequenti sono gli episodi depressivi.

IMPORTANZA DELLA SALUTE MENTALE E LA PROMOZIONE DEL BENESSERE PSICOLOGICO

Spesso erroneamente quando si fa riferimento alla salute mentale e al benessere psicologico della persona anziana, si tende a banalizzare o sminuire di molto l’importanza dei sintomi. Tale atteggiamento, conduce all’aumento di stereotipi, che diventano dei propri Miti sempre più difficili da sfatare. Tali credenze comportano una ridotta richiesta di aiuto, aumentano i fattori di rischio per l’insorgenza di patologie psichiche e un conseguente peggioramento della qualità della vita. Focalizzando la nostra attenzione sulla vecchiaia, essa viene tendenzialmente dipinta come una condizione di inesorabile declino fisico e cognitivo, di peso economico e sociale, di tristezza, isolamento e di asessualità.

La promozione del benessere psicologico della persona anziana permette di abbattere gli stereotipi, e consente di rimettere al centro la persona, il suo benessere e migliorare la qualità di vita. La psicologia dell’invecchiamento, infatti, promuove il benessere mentale, sostenendo l’autostima, l’equilibrio emotivo a fronte di inevitabili trasformazioni, fornendo spunti per vivere anche una rinnovata sessualità. Inoltre, stimola le funzioni cognitive e spinge alla socializzazione. Tale percorso di cura viene effettuato attraverso una psicoterapia effettuata da professionisti esperti nella psicologia dell’invecchiamento e delle fasi di cambiamento.

GLI STRUMENTI DELLA PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, data la sua provata efficacia, risulta un valido strumento di cura verso tali patologie. Infatti, varie revisioni della letteratura sottolineano questa efficacia, sia nel disturbo depressivo che nei disturbi d’ansia nel paziente anziano (Gould et al., 2012a, b). La psicoterapia dell’anziano viene effettuata tenendo conto dei cambiamenti strutturali dati dall’avanzare dell’età, promuovendo strumenti adatti e di facile gestione da parte del paziente.

Il trattamento può prevedere la rappresentazione anche grafica di quello che si andrà a svolgere permette di favorire la comprensione dei contenuti e di elaborarli con maggiore facilità; permette inoltre di ridurre l’ansia che spesso l’anziano presenta nell’affrontare qualcosa di ignoto, e che pazienti giovani/adulti e adolescenti di solito non manifestano.

Spesso le resistenze nell’intraprendere un percorso sono date da differenti miti, che la persona attribuisce alla sua età e alle difficoltà che può incontrare

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DISTURBI D’ANSIA NELL’ANZIANO