Il ruolo del ragionamento nella psicopatologia secondo la Hyper Emotion Theory

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Francesco Mancini, Amelia Gangemi, Philippe N. Johnson-Laird (2007): Il ruolo del ragionamento nella psicopatologia secondo la Hyper Emotion Theory. In: Giornale italiano di psicologia, (4/2007), pp. 763–794, 2007, ISSN: 0390-5349.

Abstract

Il modo in cui si ragiona svolge un ruolo cruciale nella genesi e nel mantenimento della psicopatologia. Diversi dati suggeriscono, però, che il ragionamento nei casi patologici non segua regole diverse da quelle che segue in chiunque. Alcuni risultati sperimentali dimostrano, anzi, che i pazienti ragionano in modo formalmente più corretto dei soggetti senza disturbi psicopatologici, ma solo nei loro domini sintomatici.

Ciò sembra dipendere dal fatto che, con il tempo, i pazienti diventano esperti nel dominio critico e di conseguenza più abili nel costruire modelli mentali della situazione problematica. Il ragionamento nei casi patologici, come nei normali, è al servizio degli scopi dell'individuo e tende ad essere orientato in modo da ridurre il rischio di errori gravi. In accordo con la Hyper Emotion Theory (Johnson-Laird, Mancini e Gangemi, 2006), le valutazioni cognitive attivano delle emozioni e queste sono responsabili dell'orientamento assunto dai processi di pensiero.
La tipologia del ragionamento dipende dal tipo di emozione e dalla sua intensità. In questo articolo esaminiamo in dettaglio due strategie di ragionamento che si riscontrano nella psicopatologia: il ragionamento cosiddetto better safe than sorry che è regolato da emozioni di ansia e paura conseguenti alla anticipazione di una minaccia, e il ragionamento ossessivo che è regolato dal timore di essere colpevoli, vale a dire di non essere alla altezza delle proprie responsabilità.

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