Mindfulness, scopriamolo meglio

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CHE COS’È LA MINDFULNESS E QUALI SONO GLI APPROCCI CLINICI CHE LA UTILIZZANO

La mindfulness può essere descritta come “la consapevolezza che emerge dal prestare attenzione di proposito, nel momento presente e in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza, momento dopo momento” (Kabat-zinn, 2003). Lo sviluppo di tale consapevolezza permette una crescente comprensione e una graduale riduzione dei propri automatismi, reattività e giudizi che limitano la possibilità di approcciarsi alla vita con apertura, curiosità e comprensione reciproca e che, in maniera concomitante, possono essere causa di malessere fisico e psicologico. Sebbene ad oggi esistano numerosi protocolli basati sulla mindfulness, solo pochi di essi sono stati sufficientemente studiati e si sono dimostrati efficaci per una larga varietà di condizioni mediche e psicologiche. La Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) e la Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT) sono due tra gli interventi basati sulla mindfulness più largamente utilizzati e di provata efficacia. L’MBSR è stata ideata dal dottor Kabat-Zinn come veicolo per integrare la meditazione buddista di consapevolezza con la moderna pratica medica e psicologica. Il corso di MBSR è un intervento psicologico di gruppo della durata di 8 settimane, che impiega tecniche di meditazione e semplici esercizi di yoga per aiutare le persone con problemi di stress o altri disturbi psico-fisici a essere più consapevoli delle proprie reattività e a relazionarsi ad esse in maniera differente. L’MBCT è un trattamento psicologico di gruppo della durata di 8 settimane basato sull’integrazione della terapia cognitivo-comportamentale con il programma di MBSR. Scopo dell’MBCT è quello di aiutare i pazienti con disturbi psicologici, soprattutto depressivi, a osservare in modo più equanime e meno giudicante i propri contenuti mentali imparando, con l’avanzare della pratica, a riconoscerli come semplici pensieri e non come un’accurata descrizione della realtà

mind full

DOCENTI E ISTRUTTORI

Alberto Chiesa, Medico, psichiatra, psicoterapeuta e istruttore di MBSR e MBCT. Docente presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva e l’Associazione di Psicologia Cognitiva. Ha collaborato per anni con l’università di Bologna dove ha condotto ricerche nel campo della farmacologia clinica e degli interventi basati sulla mindfulness, in particolar modo per pazienti con disturbi d’ansia e dell’umore e per soggetti con problematiche correlate allo stress. È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, che includono articoli e presentazioni presso congressi nazionali e internazionali, molti delle quali relative al tema della mindfulness. Ha scritto sullo stesso tema il libro “Gli Interventi basati sulla Mindfulness: cosa sono, come agiscono, quando utilizzarli” (2011). Ha approfondito diversi percorsi di consapevolezza tra cui la meditazione Vipassana e la meditazione Zen.

contatti: cell. 342 1898464 Studio presso “Associazione A Passo D’uomo” – Via costa 4/2 –  40134 Bologna

Francesca Micaela Serrani, Psicologa, psicoterapeuta e istruttrice di MBSR e MBCT. Docente presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva e presso l’Università di Bologna. Lavora come psicoterapeuta presso il centro clinico della Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Ancona e presso il Centro Medico Arcadia di Fano. Conduce gruppi con protocolli basati sulla mindfulness con pazienti con disturbi di asse 1 e asse 2.

elenco degli istruttori mind

A CHI SI RIVOLGE IL “CORSO DI FORMAZIONE PER ISTRUTTORI DI MINDFULNESS” ?

Il corso si rivolge principalmente a psicologi, psicoterapeuti e medici specialisti in psichiatria, neurologia, neuropsichiatria o neuropsichiatria infantile che vogliono integrare le proprie competenze personali e professionali con la pratica della mindfulness. Tali professionisti riceveranno al termine del corso il titolo di “Istruttore di MBSR e MBCT”. La possibilità di partecipare al corso da parte di altri operatori della salute o persone con formazioni differenti sarà valutata di caso in caso e darà la possibilità di conseguire il titolo di “Istruttore di MBSR”.

  GLI OBIETTIVI DEL CORSO

Gli obiettivi del corso si articolano su tre livelli.

  • A un livello di base, il fine è quello di fornire sia le abilità per poter proporre in modo competente le pratiche di MBSR e MBCT, sia una conoscenza e comprensione critica della letteratura scientifica disponibile sul campo degli interventi basati sulla mindfulness.
  • Ad un secondo livello, l’obiettivo del corso è quello di lavorare sul carattere dei futuri istruttori attraverso un percorso esperienziale, in maniera tale che possano incarnare nella propria persona quelle qualità di equanimità, accettazione, compassione, pazienza e saggezza che rappresentano il cuore della pratica della mindfulness.
  • A un livello ancora più profondo, il corso ha lo scopo di creare uno spazio che permetta ai futuri istruttori di prendere contatto e lavorare sulla propria sofferenza e di rendersi conto di come essa sia una componente intrinseca della condizione umana che non può essere evitata ma piuttosto accolta a trasformata.

LA STRUTTURA DEL CORSO

Il corso si sviluppa attraverso la partecipazione a 4 ritiri residenziali distribuiti lungo un periodo di 6 mesi (generalmente tra maggio e novembre). Il formato di ritiro silenzioso residenziale ha lo scopo di permettere un contatto più profondo con se stessi e l’approfondimento della pratica personale di mindfulness in un contesto adeguato e accogliente. Durante i ritiri si terranno anche lezioni frontali aventi lo scopo di permettere un approfondimento della teoria e delle evidenze scientifiche riguardanti l’efficacia, i limiti e i meccanismi d’azione degli interventi basati sulla mindfulness.

2017 – Interventi basati sulla Mindfulness
6 aprile 2017–19 novembre 2017
Scarica la locandina del corso 2017

 

NUMERO CHIUSO

Per dedicare maggiore attenzione ad ogni singolo partecipante, il corso sarà aperto a un numero massimo di 20 allievi per anno. Inoltre, sebbene non costituisca una caratteristica vincolante, verrà data priorità a coloro che hanno già sviluppato una propria pratica personale di meditazione (attraverso la frequentazione di centri specialistici, di ritiri o di precedenti corsi), con particolare enfasi sulle pratiche di consapevolezza (Vipassana, Zen, pratiche di meditazione Tibetana).

SEDI DEL CORSO

I ritiri residenziali si svolgeranno presso la Comunità Monastica Eremo di Monte Giove, Strada Comunale di Montegiove, 61032 Fano (PU) .

eremo

Articoli e libri

  • Chiesa A, Anselmi R, and Serretti A, Psychological mechanisms of mindfulness-based interventions: what do we know? Holist Nurs Pract, 2014. 28(2): p. 124-48.
  • Chiesa A and Serretti A, Are mindfulness-based interventions effective for substance use disorders? A systematic review of the evidence. Subst Use Misuse, 2014. 49(5): p. 492-512.
  • Chiesa A, Psicoterapia basata sulla meditazione per la cura della depressione, in Stress e Vita, a cura di Francesco Bottaccioli 2013, Tecniche Nuove: Milano.
  • Chiesa A, The Difficulty of Defining Mindfulness: Current Thought and Critical Issues. Mindfulness, 2013. 4(3): p. 255-268.
  • 5. Chiesa A and Serretti A, Authors’ reply to “Recommendations for conducting mindfulness based cognitive therapy trials”. Psychiatry Res, 2013. 207(3): p. 232-233.
  • Chiesa A, Serretti A, and Jakobsen JC, Mindfulness: Top–down or bottom–up emotion regulation strategy? Clin Psychol Rev, 2013. 33(1): p. 82-96.
  • Chiesa A, Mandelli L, and Serretti A, Mindfulness-Based Cognitive Therapy Versus Psycho-Education for Patients with Major Depression Who Did Not Achieve Remission Following Antidepressant Treatment: A Preliminary Analysis. J Altern Complement Med, 2012. 18(8).
  • Chiesa A, Gli interventi basati sulla Mindfulness. Cosa sono, come agiscono, quando utilizzarli 2011, Roma: Giovanni Fioriti Editore.
  • Chiesa A, Improving psychotherapy research: The example of mindfulness based interventions. World Journal of Methodology, 2011. 1(1): p. 4-11.
  • Chiesa A, Brambilla P, and Serretti A, Neuro-imaging of mindfulness meditations: implications for clinical practice. Epidemiology and Psychiatric Sciences, 2011. 20(2): p. 205-210.
  • Chiesa A, Calati R, and Serretti A, Does mindfulness training improve cognitive abilities? A systematic review of neuropsychological findings. Clin Psychol Rev, 2011. 31(3): p. 449-64.
  • Chiesa A and Serretti A, Mindfulness-based interventions for chronic pain: a systematic review of the evidence. J Altern Complement Med, 2011. 17(1): p. 83-93.
  • Chiesa A and Serretti A, Mindfulness based cognitive therapy for psychiatric disorders: A systematic review and meta-analysis. Psychiatry Res, 2011. 187(3): p. 441-53.
  • Chiesa A and Malinowski P, Mindfulness-based approaches: are they all the same? J Clin Psychol, 2011. 67(4): p. 404-24.
  • Chiesa A and Serretti A, Authors reply to dr. Brensilver’s “Response to ‘A systematic review of neurobiological and clinical features of mindfulness meditations”. Psychol Med, 2011. 41(3): p. 667-668.
  • Chiesa A, Brambilla P, and Serretti A, Functional neural correlates of Mindfulness meditations in comparison to psychotherapy, pharmacotherapy and placebo effect: is there a link? Acta Neuropsychiatrica, 2010. 22(3): p. 104-117.
  • Chiesa A, Vipassana Meditation: Systematic Review of Current Evidence. J Altern Complement Med, 2010. 16(1): p. 37-46.
  • Chiesa A and Serretti A, A systematic review of neurobiological and clinical features of mindfulness meditations. Psychol Med, 2010. 40(8): p. 1239-1252.
  • Chiesa A, Zen meditation: an integration of current evidence. J Altern Complement Med, 2009. 15(5): p. 585-92.
  • Chiesa A and Seretti A, Meccanismi d’azione psicologici e neurobiologici delle meditazioni basate sulla consapevolezza. Psichiatria e Psicoterapia, 2009. 28(4): p. 260-280.
  • Chiesa A and Serretti A, Mindfulness-based stress reduction for stress management in healthy people: a review and meta-analysis. J Altern Complement Med, 2009. 15(5): p. 593-600.
  • Chiesa A and Serretti A, L’utilità delle meditazioni basate sulla consapevolezza per i disturbi psichiatrici. Psichiatria e Psicoterapia, 2009. 28(2): p. 93-110.
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