Interventi sulla genitorialità

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La presa in carico di un soggetto in età evolutiva richiede sempre una qualche forma di coinvolgimento o trattamento anche dei genitori o, comunque, delle figure di accudimento. Oltre la dimensione biologica, il genitore esercita il parenting, ovvero quell’insieme di comportamenti che attiene alle capacità di proteggere il bambino e sostenerne lo sviluppo. La genitorialità, intesa come la capacità di espletare il ruolo di genitore, è un compito complesso che si realizza attraverso l’adozione di un assetto comportamentale che richiede diverse competenze e abilità finalizzate a nutrire, accudire, proteggere, dare affetto, sostegno, educare, promuovere l’autonomia e l’indipendenza della prole e un buon adattamento tra stadio evolutivo del minore e ambiente, tra esigenze del bambino e opportunità offerte dal contesto sociale.

Fra i fattori che interagiscono in questo processo vi sono le caratteristiche di personalità del genitore come la flessibilità, la capacità di adattamento, la disponibilità emotiva, ma anche la qualità del rapporto di coppia, gli schemi relazionali, i cicli interpersonali della relazione genitore-bambino, le caratteristiche del bambino, i fattori ambientali e culturali. Ma le prime caratteristiche richieste ad ogni genitore sono accessibilità, sensibilità e responsività. Mancando questi fattori è necessario provare a costruirli, sensibilizzando il genitore in tal senso, sostenendolo affinché possa acquisire tali competenze e svolgere il proprio ruolo in modo efficace.

Quando si diventa genitore, inoltre, si modifica anche la percezione di sé come adulto e, anche se questa fase di transizione può rappresentare un’opportunità evolutiva, la reazione di ciascun individuo a questa esperienza può essere molto differente. La disponibilità a fornire cure genitoriali adeguate è legata, più che all’istinto, alle capacità cognitive, affettive e relazionali dell’individuo e richiede una riorganizzazione e rinegoziazione sia del rapporto di coppia che del ruolo parentale.

In ultimo una considerazione: la possibile traiettoria di sviluppo del bambino va esaminata in relazione ai concetti di bidirezionalità nella relazione genitore/figlio, di multifinalità e di equifinalità. Non solo le caratteristiche del genitore, infatti, ma anche quelle del figlio contribuiscono a generare possibili quadri patologici, così come differenti profili di sviluppo si generano da un medesimo punto di partenza e dipendono dall’interazione tra le caratteristiche individuali del bambino e il suo contesto familiare e ambientale.

Cosa facciamo

Dopo un ampio e accurato assessment, durante il quale sarà possibile valutare l’eventuale presenza di quadri psicopatologici, l’esistenza di condotte comportamentali disfunzionali a livello genitoriale e la presenza di potenziali risorse, il terapeuta provvederà ad impostare l’intervento sulla coppia genitoriale, proponendo l’intervento che più si adatta alle loro necessità.

Le situazioni che si possono presentare all’attenzione del clinico sono diverse, e possono essere così sintetizzate:

  1. genitori che hanno bisogno solo di informazioni o sostegno per fronteggiare un loro momento di impasse nei confronti del bambino che pone nuove richieste;
  2. genitori che si accorgono che il figlio è in difficoltà, ma non sanno come aiutarlo;
  3. situazioni in cui il figlio ha già sviluppato un disturbo vero e proprio.

In che modo

  • promuovendo un miglioramento dello stile di parenting per far sì che il bambino (o l’adolescente) ne tragga vantaggio per affrontare la sua sofferenza;
  • aiutando i genitori a riconoscere i propri schemi di funzionamento mediante lo sviluppo delle capacità di autoriflessività e di decentramento e, laddove sia necessario, a modificarli attraverso un’abilità di mastery accresciuta, per renderli più responsivi nella cura;
  • facilitando la messa in atto di soluzioni più flessibili e dunque modificando le modalità disfunzionali che tendono a perpetuare ed esacerbare le condotte problematiche del figlio ed interrompendo i circoli viziosi di mantenimento della psicopatologia.

In funzione dei problemi emersi, potranno prospettarsi diverse modalità di azione: dalla realizzazione di incontri effettuati con lo scopo di guidare e supportare i genitori nell’adempimento della loro funzione, all’organizzazione di un percorso di intervento strutturato in diverse fasi, all’attuazione di un percorso di parent training.

Per informazioni

Equipe per l’età evolutiva

Centri clinici con professionisti specializzati nelle scuole APC e SPC

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