Trattamento intensivo del Disturbo Ossessivo Compulsivo

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È attivo, presso il Centro Clinico nella sede della Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Roma, il servizio per il trattamento intensivo del Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo affligge, in Italia, circa un milione di persone. Gli effetti sulla qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari possono essere davvero molto negativi. In molti casi, l’intera attività quotidiana del paziente è condizionata dal disturbo, con gravi conseguenze per la vita di relazione e per il lavoro o lo studio. Esistono trattamenti di provata efficacia che consistono in cure farmacologiche e psicoterapeutiche. In accordo con diversi studi di esito, la psicoterapia cognitivo comportamentale è la psicoterapia di elezione. Il gruppo di professionisti che si occupa specificatamente di DOC, nell’ambito dei professionisti formatisi presso le Scuole di Psicoterapia Cognitiva SPC e APC, ha misurato l’efficacia di uno specifico protocollo terapeutico cognitivo comportamentale che ha un duplice obiettivo. Da una parte, aiutare il paziente ad accettare livelli via via crescenti delle minacce rappresentate dalle ossessioni, rinunciando in modo progressivo alle compulsioni e ad altri tentativi di soluzione, come ad esempio le richieste di rassicurazione, le ruminazioni e gli evitamenti. In questo modo si riduce l’effetto dei processi psicologici che mantengono e aggravano il disturbo. Dall’altra, intervenire sulla vulnerabilità al disturbo che, come molte ricerche suggeriscono, consiste nel timore catastrofico di essere colpevoli (per lo più per colpe di tipo deontologico), che nella maggior parte dei casi deriva da esperienze precoci di rimproveri vissuti come molto dolorosi o a seguito di eventi di assunzione di responsabilità eccessiva e, dunque, da evitare ad ogni costo.

Esistono tecniche utili per ridurre la drammaticità delle memorie di queste esperienze la cui efficacia è stata misurata dal Gruppo DOC che opera con il patrocinio della Scuola di Psicoterapia Cognitiva. La gravità di molti pazienti suggerisce il ricorso a trattamenti intensivi.

Il Gruppo DOC offre la possibilità di un intervento di quattro settimane, intervallate da una di interruzione, che consiste in:

  • valutazione psichiatrica, formulazione del caso e somministrazione di una batteria di test (a inizio e fine trattamento);
  • quattro ore al giorno di addestramento alla accettazione del rischio che utilizza diverse tecniche: Esposizione e Prevenzione della risposta (E/RP), procedure di Acceptance and Commitment Therapy, interventi di ristrutturazione cognitiva;
  • due ore al giorno di intervento sulle memorie tramite la Imagery with Rescripting;
  • quattro incontri di Parent training. I familiari sono spesso coinvolti nel disturbo e, nonostante le migliori intenzioni, per comprensibili esasperazioni, alimentano il disturbo stesso. Pertanto è opportuno aiutarli a reagire e a gestire i sintomi del familiare in modo efficace.

In particolare la procedura di E/RP (anche definita Esposizione con Prevenzione del Rituale – EX/RP o E/RP) costituisce l’intervento CBT di maggiore efficacia empirica (Abramowitz, Taylor, McKay, 2009). E’ una tecnica indicata dalle linee guida internazionali per il trattamento del Disturbo Ossessivo- Compulsivo (DOC) e di altri disturbi d’ansia (Andrews et al., 2003; Franklin et al., 2002) con dimostrate prove di efficacia (Abramowitz et al., 2006; Ougrin, 2011). La procedura consta dell’applicazione combinata di due diverse componenti: l’Esposizione e la Prevenzione della Risposta. Una sessione di E/RP prevede che il paziente si confronti ripetutamente con stimoli elicitanti i suoi timori ossessivi, senza impegnarsi in alcun modo in comportamenti di ricerca di sicurezza o in rituali compulsivi, neutralizzazioni, ricerca di rassicurazioni. L’esposizione allo stimolo perdura fino alla riduzione spontanea del disagio del paziente; parallelamente, il ricorso a tecniche cognitive facilita la correzione delle credenze catastrofiche soggiacenti alla sintomatologia. Il trattamento mediante E/RP e le singole procedure utilizzate in ogni sessione di esposizione sono manualizzate (Foa, Yadin, Lichner, 2012).

L’esperienza del Gruppo DOC e quella di altri gruppi mostrano che il trattamento intensivo può essere di particolare utilità per i casi più gravi e anche per le persone che, per motivi logistici, hanno difficoltà a seguire una psicoterapia a frequenza settimanale.

Le procedure di intervento e il loro rationale sono riportate nel volume “La mente ossessiva”, curato dal neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta cognitivista Francesco Mancini e pubblicato nel 2016 per Raffaello Cortina Editore.

Per informazioni

Centro di Psicoterapia Cognitiva di Roma (Prof. Francesco Mancini)

Riferimenti bibliografici

La mente ossessiva. Mancini, F. (a cura di). Raffaello Cortina Editore 2016

Abramowitz, J.S., Taylor, S., McKay, D. (2009), “Obsessive-compulsive Disorder”. In Lancet, 374, pp. 491-499.

Abramowitz, J.S., Khandker, M., Nelson, C.A., Deacon, B.J., Rygwall, R. (2006), “The role of cognitive factors in the pathogenesis of obsessive-compulsive symptoms: a prospective study”. In Behaviour Research and Therapy, 44, pp. 1361-1374.

Andrews, G., Creamer, M., Crino, R., Hunt ,C., Lampe, L., Page, A. (2003), Trattamento dei disturbi d’ansia. Guide per il clinico e manuali per chi soffre del disturbo. Centro Scientifico Editore, Torino.

Foa, E.B., Yadin, E., Lichner, T.K. (2012), Exposure and Response (Ritual) Prevention for Obsessive-Compulsive Disorder. Oxford University Press, New York.

Franklin, S.A., McNally, R.A., Riemann, B.C. (2009), “Moral reasoning in obsessive-compulsive disorder”. In Journal of Anxiety Disorders, 23, pp. 575-577.

Ougrin, D. (2011), “Efficay of exposure versus cognitive therapy in anxiety disorders: systematic review and meta-analysis”. In BMC Psychiatry, 11, p. 200.

articolo a cura di Giuseppe Romano